Lettera di Gabriele Politano

Italia

1966

Sec. XX - seconda metà

In questa lettera, datata 4 maggio 1966, Gabriele Politano, emigrato a Roma, informa il destinatario dello stato di salute dei suoi familiari con allegato “l’atto notarile regolarmente legalizzato”.

Lettera di Gabriele Politano

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Lettera

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Fondazione italiani.it

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Buono

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Approfondimento

Ogni vicenda migratoria narrata ha caratteri propri diversi da tutte le altre, tutte possiedono peculiarità uniche che percorrono altrettante storie di vita, e tutte ci possono aiutare a comprendere la storia dell’emigrazione. E allora, la corrispondenza epistolare con l’invio di saluti dai luoghi dell’emigrazione o di denaro per contribuire alla buona riuscita di una festa patronale, e ancora l’invio di denaro per intenzioni di messa in suffragio di un parente defunto o di un semplice “noi stiamo tutti bene attualmente”, alimentano la memoria dell’emigrazione con un incredibile patrimonio di informazioni che si prestano a diversi livelli di lettura e di interpretazione. L’emigrato doveva raccontare e raccontarsi, per un itinerario narrativo genuino caratterizzato dall’impiego di una scrittura popolare, sgrammaticata, pregna di notizie autobiografiche che dai luoghi dell’emigrazione facevano ritorno al proprio paese di origine quasi a risaldare le radici perdute.

Trascrizione

Roma, lì 4-5-1966. Caro don Riccardo, ti invio, allegato, l'atto notarile regolarmente legalizzato. Noi stiamo tutti bene attualmente, ma mio figlio Pino prime si è dovuto operare alle tonzille e poi è stato afflitto da sinusite. Ora, però, sta abbastanza bene. Ti ringrazio del tuo affettuoso ricordo. E' inutile ripeterti di disporre di me per ogni evenienza. Un abbraccio tuo Gabriele

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