In questa lettera, datata 15 dicembre 1965, Domenico Villella, emigrato a Buenos Aires in Argentina, scrive un messaggio di saluti concedendosi qualche ricordo di infanzia.
Lettera di Domenico Villella
Argentina
1965
Sec. XX - seconda metà
Collezione
Lettere
Contesto
Messaggio di saluti
Proprietario
Fondazione italiani.it
Stato di conservazione
Buono
Approfondimento
Il gesto separatorio dell’emigrazione allestì le premesse per un incredibile carteggio epistolare tra chi era stato costretto a partire in cerca di fortuna altrove e chi, invece, era rimasto nel paese di origine. Spesso gli emigrati scrivevano come parlavano, in una poetica popolare densa di informazioni capace di evocare emozioni, nostalgie, sensazioni e dettagli significativi della propria vita. Questa lettera, caratterizzata da una appassionata narrazione, mette in luce la drammaticità della situazione di alcuni emigrati, qui i temi del ricordo d’infanzia si intrecciano a quelli della quotidianità e delle difficoltà economiche “la vita costa molto cara, per vivere debbo lavorare orario extra notturno a costa di molti sacrifizi”.
Trascrizione
Buenos Aires di 15/12/1965 Rev.mo Parroco Stranges Riccardo Conflenti Dopo di parecchi anni, mai potrò dimenticare la vostra benevole persona, gli chiedo di disculpa i voglia lei ricevere un piccolo manoscritto di un vostro Fiel servidore, la lontananza mi mantiene oprimido però il cuore è il ricordo di una amabile figura come lei gamos olvidare. Con l'augurio che al tener in vostro podere la presente lo trova godendo in perfetta salute assieme a tutti i suoi cari, per come bene mi lascia oggi ame la presente. I tempi dell'infanzia già han passato però vecchi ricordomi sempre esistono en la persona. Io qui tengo un enpleo bastante buono, però la vita costa molto cara, per vivere debbo lavorare orario estra notturno di molti sacrifizie agradesco ha Iddio di tener salute e il pane quotidiano di ogni giorno, la fortuna non si può sperare. Ti ringrazio sentitamente della atenzione che avete dimostrato alla richiesta che fece la zia mia Cimino Natalina, a favore della signora Villella Maria; < alix Maria Upistiere> in tale oportunità esisteva un favore che io avevi chiesto a mia zia Natalina: posso comunicarle che la zia Stranges Caterina al tener (93) novantatre anni di età tiene un poco di dolori reumatici però tiene una memoria increibile. i tiene l'intusiasmo quando le domeniche vi ha alla Santa Misa usare le scarpe con il tacco alto, vi ricorda assieme atutti e vi manda i più sinceri saluti , da parte di Notarianni Francesco e Famiglia tiene una bellissima bambina. Io sono stato il padrino di bantusmo, vi chiedono una Santa Benedizione vi invio i più affettuosi saluti. Voglio a lei perdonarmi gli errori e tutte le mie... A estate en vuestro poder la presente già stiamo prosimo alla festa, colgo loccasione di inviarle un buon Natale, e un buon Capo d'Anno <1966> assieme atutti isuoi cari per me chiedo perdono del passato e futuro; voglia vostra benevole persona inviarmi una Santa e Paterna Benedizione di un esellente Reverendo come sempre lei è stato con me con tutti. Sentendomi vostro dev. mo S.S.S. Villella Domenico. P.S. vi chiedo un amabile consiglio per la mia cara mamma- Carmela Milianó