In questa lettera, datata 29 dicembre 1968, Fiore Roperti, emigrato in Canada, richiede un favore di carattere personale all’amico rimasto in Italia.
Lettera di Fiore Roperti
Canada
1968
Sec. XX - seconda metà
Collezione
Lettere
Contesto
Messaggio
Proprietario
Fondazione italiani.it
Stato di conservazione
Buono
Approfondimento
Ogni vicenda migratoria narrata attraverso lettere inviate dai luoghi dell’emigrazione a parenti e amici ha caratteri propri, diversi da tutte le altre. Si tratta, spesso, di narrazioni autobiografiche così, quando la scrittura diventa veramente privata, traspare una forma delicata e, come in questo caso, quasi riverente, con la richiesta di “un’opera buona”. Spesso l’opera buona aveva a che fare con la richiesta di favori, come l’invio di documenti da reperire presso specifici uffici impossibili da raggiungere a chi è partito, e questo a causa del gesto separatorio dell’emigrazione. E allora il destinatario della richiesta era una persona di fiducia, o la guida spirituale del paese, come il parroco della chiesa di Conflenti. Erano a lui indirizzate tali tipi di richieste, in un incessante carteggio epistolare a testimonianza del legame affettivo con i luoghi lasciati. Gli emigranti confidavano al sacerdote la grande lacerazione che l’emigrazione aveva provocato così come le gioie e i successi che la nuova vita regalava, e a lui solo era affidata l’assistenza spirituale degli emigranti.
Trascrizione
Gent.mo Rev. Riccardo Stranges, mi dispiace che quasi ogni volta che le scrivo è per chiederle un favore, ma se può, farebbe proprio una opera buona. Spero che lei abbia passato un buon Natale. Qui in Canada è molto freddo e lo spessore del ghiaccio e della neve nelle strade raggiunge quasi i 25 cm. Qui il capodanno è a due giorni lontano e speriamo che il tempo diventi più mite; quando lei riceverà questa mia lettera l'anno nuovo sarà arrivato perciò le auguro un buon anno passato e un buonissimo anno nuovo pieno delle migliori cose. Ora le spiego il favore: Mia suocera (Rosa nero Moglie di Antonio Nero) è quasi sicura che abbia pagato circa 10 anni di contributi come coltivatore diretta, quindi, il problema è questo: Potrebbe ella avere la pensione di vecchiaia, (pagando gli eventuali anni di contributi rimastole) o in caso non sia possibile la pensione, potrebbe ella avere quei soldi o la parte dei soldi che lei pagó come rimborso? Penso personalmente che per lei sarà una preoccupazione e le ci vorrà del tempo. Se lei si interesserà è mi spedirà una sicura risposta a riguardo di questo caso farà proprio farà proprio una cosa buona e avrà la gratitudine di noi. Fiore Roperti - Antonio Nero e Rosa Nero spero di sentirci al più presto (comunque Tempo altempo) Saluti cordiali e Auguroni per il nuovo anno.