Lettera di Isabella Felice

Svizzera

1953

Sec. XX - seconda metà

In questa lettera, datata 9 agosto 1968 Isabella Felice, emigrata a Berna in Svizzera, invia un lungo messaggio confidando le difficoltà della propria condizione emigratoria.

Lettera Isabella Felice

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Fondazione italiani.it

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Buono

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La vicenda emigratoria ha determinato strappi affettivi, strappi dal proprio ambiente, allontanando, spesso per sempre, intere famiglie. E allora, numerose lettere inviate dagli emigrati a parenti e amici rimasti in Italia, testimoniano il dramma dell'emigrazione, con la perdita delle proprie radici e le evidenti difficoltà di adattamento ad una nuova realtà, nonché la necessità di mantenere vivi e costanti rapporti con la comunità di provenienza. La nostalgia per la terra natia e la difficoltà di integrarsi in un contesto culturale diverso spesso emergono con forza, rivelando la persistenza dell'identità culturale d'origine. Così le difficoltà economiche, la mancanza di supporto sociale e il ricordo delle tradizioni ormai lontane, sono temi ricorrenti nei carteggi tra chi è stato costretto ad emigrare e chi è rimasto, uniti tutti dalla speranza che arrivi il momento del ricongiungimento familiare.

Trascrizione

Berna 9/8/1969 Mia carissima zia Lucia vi i scrivo con ritardo, dandovi le mie comunicazioni che di salute la passo bene ha cquesto mento che scrivo così lo stesso aguro ha VVoi tutti di nuovo Vi dico che sono stato 15 giorni all'infortunio è adesso hò finito debbo andare hà la vorare ma il lavoro non e così pesante che sono tre mesi che sto hà pulire tavole solo chè hò ricramato che voglio omentato la paga è non mi danno ne anche la paga come è giusta ma sto cercando come è il meglio, ma la legge è sempre in Svizzera è ci vuole pazienza giusto sono con Italiani è sai che abbiamo sempre in Vidiosi uno con laltro, credo che ai tutto capito di nuovo, ti dico che propio di sposto di andare hà Bettalach. dove i nostri parenti a ci fare una vista che sai che la vevo di sposta di anno scorso, è ancora non ho potuto andare, ma ci vado senza altro anzi se ti scriveno mi ci dai tanti saluti di me ha tutti i parenti è amici basta poi vi dico che mi sento male della promessa che mi a veti fatto cheio non mi di mentico, che à Fferra Gosto vi a ttendevo alla mia casa; cara Zia, non perché non mi trovo In Italia vi prego cara mente di andare come se ci fosse io, non so come cualche giorno, è poi mi dite che non sa petti la mia casa cercati di andare sicuro, che io avevo trovato la mia fortuna hò sia la sciurtuna di sposare una ragazza svizzera è adesso mi sento come i pazzi non so che strada debbo fare basta avrei tanto tanto da dire più di come fosse mia madre se ti occorre cualche cosa che io non so che cosa vi debbo portare scrivetemi di quello che vi occorre basta passo ai più cari per primo saluto il mio caro Dorricardo Stranges poi saluto parenti è amici che domandano di me è dopo vi saluto io di vero cuore vostro parente Isabella Felice scusate gli orrori ciau ciau buone notizzie e subito risposte

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