In questa lettera, datata 7 febbraio 1920, il mittente, emigrato a Roma per motivi di studio, dal Convitto Nazionale Vittorio Emanuele III invia un messaggio di saluti al padre, ringraziandolo per avergli inviato “20 lire” raccomandando di estendere i saluti a tutta la famiglia.
Lettera Anonima da Roma
Italia
1920
Sec. XX - prima metà
Collezione
Lettere
Contesto
Messaggio di saluti
Proprietario
Fondazione italiani.it
Stato di conservazione
Mediocre
Approfondimento
Le lettere inviate da chi è stato costretto ad emigrare, anche se per motivi di studio, racchiudono significati profondi, riflettono la mobilità sociale dell'epoca. Spesso i giovani del sud Italia lasciavano la famiglia a favore di città del centro e nord per ricevere un'istruzione altrimenti non possibile nel proprio paese natale. Così, il denaro inviato dal padre sottolinea il ruolo centrale della famiglia nel sostegno economico e affettivo, un legame da rinnovare anche a distanza, e i saluti estesi a tutta la famiglia evidenziano l'importanza di mantenere saldi i legami comunitari.
Trascrizione
7 febbraio 1920 Carissimo Papà, ti ringrazio, prima di ogni cosa, delle 20 lire che mi hai mandato. Oggi Domenica forse, se il Prof Vaccari mi verrà a rilevare uscirò, poiché giovedì quando venne a portarmi i denari, me lo promise (.…) De Medici s'è iscritto nel ginnasio Liceo "Umberto" Scrivimi e sempre. Studio. Di a Teresina, quando le scrivi, che mi Che mi mandasse presso il Prof Vaccari, quel libro che mi promise. Mamma come sta? Noi abbiamo sino a mercoledì per le vacanze di carnevale. Bacioni cari a te e a tutta la famiglia (....).